
Sui laghi di Como e d’Iseo, la regola d’oro è privilegiare i Lidi attrezzati. Queste aree non sono solo più comode, ma offrono garanzie fondamentali:
- Fondali monitorati: Le rocce instabili o i detriti vengono spesso rimossi.
- Assistenza: La presenza di bagnini è l’unica vera garanzia contro gli imprevisti.
- Delimitazione: Le boe indicano fin dove il fondo è sicuro e tengono lontane le barche a motore.
Non fare mai il bagno in luoghi dove non ci sono bagnanti, potrebbero esserci mulinelli o forti correnti.
Località consigliate:
- Lago di Como: Le spiagge di Lierna (Riva Bianca e Grumo), Lido di Mandello, Lido di Abbadia, la spiaggia del Campeggio o la Poncia, Onno, Menaggio e Colico sono tra le più ampie e sicure in quanto a differenza della maggior parte dei fondali, la profondità aumenta gradualmente. A sud, il Lido di Bellagio offre aree controllate, ideali per evitare le correnti più forti del ramo di Lecco.
- Lago d’Iseo: La zona di Pisogne e le spiagge di Iseo città offrono strutture eccellenti. Anche Marone ha punti splendidi, ma è sempre bene restare nelle aree segnalate per via della profondità immediata del Sebino.
Cosa fare se vedi qualcuno in difficoltà

Se noti una persona che arranca, scompare sott’acqua o agita le braccia in modo scomposto, segui questo protocollo di sicurezza (chiamato spesso “Catena del Soccorso”):
1. Non diventare la seconda vittima
È l’errore più comune: tuffarsi d’istinto per salvare qualcuno spesso peggiora la situazione. In acqua dolce e fredda, un bagnante nel panico ha una forza incredibile e può trascinare a fondo anche un ottimo nuotatore.
- Regola: Entra in acqua solo se sei un soccorritore addestrato e hai dispositivi di galleggiamento.
2. Lanciare e mantenersi a distanza
Prima di immergerti, cerca qualcosa da lanciare alla persona:
- Un salvagente anulare (presente in molti lidi).
- Una corda.
- Persino una grossa tanica vuota o un materassino. L’obiettivo è fornire un appoggio, la persona d’istinto l’afferrerà, e di permettergli di galleggiare senza che tu debba toccarla.
3. Chiamare immediatamente i soccorsi

Urla per attirare l’attenzione e chiama il 112.
Specifica subito:
- Dove ti trovi (usa punti di riferimento visibili come chiese o ville).
- Quante persone sono in acqua.
- Se la persona è ancora visibile o è scomparsa sotto la superficie.
Gestione del malore da freddo (Ipotermia)

Se riesci a riportare a riva una persona che è rimasta a lungo in acqua gelida, la gestione deve essere delicatissima:
- Non massaggiare gli arti: Muovere bruscamente le braccia o le gambe può spingere il sangue gelido dalle estremità verso il cuore, causando un arresto cardiaco (il cosiddetto afterdrop).
- Riscaldamento graduale: Rimuovi i vestiti bagnati e copri la vittima con coperte o vestiti asciutti, concentrandoti sul tronco (testa, collo e petto).
- Niente alcol: Contrariamente al mito popolare, l’alcol dilata i vasi sanguigni e accelera la perdita di calore interno.